Non solo “Sfumature”: breve excursus sulla Letteratura Erotica

Il Romanzo Erotico


Lo straordinario successo della “50 Shades of… Trilogy” di E.L. James, ha riportato in primo piano un filone letterario sottovalutato e spesso frettolosamente bollato come pornografico: il Romanzo Erotico.


Fanny Hill

Senza entrare nel merito delle vicende della (finta?) ingenua Anastasia Steele e del suo affascinante e “fantasioso” pigmalione Christian Grey, diremo subito che la trilogia della James — che ha aperto la strada ad una infinità di pubblicazioni simili, generalmente di scarsa rilevanza letteraria — non è esattamente un capolavoro. Il successo di vendite ottenuto, però, oltre ad indurre a porsi delle domande che forse è meglio lasciare senza risposta, ci fornisce lo spunto per un excursus fra i capolavori delle letteratura erotica.

Fra i testi universalmente più conosciuti del genere, spicca il Kāma Sūtra, antico testo classico indiano databile fra il I e il VI Secolo: sebbene l’attenzione della maggior parte dei lettori sia attratta dal capitolo in cui vengono descritte le 64 posizioni sessuali (anche note come “64 Arti”) che hanno reso famoso il libro, varrebbe la pena leggere anche gli altri capitoli, ricchi di spunti filosofici e consigli pratici per la vita quotidiana.

"Perfino nella Bibbia c’è spazio per l’amor “profano”, ed il Cantico dei Cantici è da molti considerato uno dei più elevati esempi di Poesia Erotica."

Non altrettanto famosa, è quella che potrebbe essere definita la versione Araba del Kāma Sūtra, “Il Giardino Profumato delle Delizie Sensuali”, testo risalente al XV secolo scritto da Sheikh Muhammad ibn Muhammad al-Nafzawi e reso famoso in Europa da Sir Richard Francis Burton, che lo tradusse in Inglese nel 1886. Se da un lato la cosa può meravigliare, forse anche per via di consolidati pregiudizi, dall’altro la sorpresa è ingiustificata, anche alla luce di altre opere di matrice orientale assai più famose, come ad esempio “Le Mille e Una Notte”, caratterizzate da una sottile tensione erotica che spesso si risolve nella narrazione di episodi sensuali, rappresentati in maniera tutt’altro che velata.


Perfino nella Bibbia c’è spazio per l’amor “profano”, ed il Cantico dei Cantici è da molti considerato uno dei più elevati esempi di Poesia Erotica.

Restando in ambito classico, altro testo interessante è “Ars Amatoria” di Publio Ovidio Nasone, il quale, in veste di “praeceptor amoris”, svela l’arte della seduzione. Nel libro vengono riportare tecniche di corteggiamento che — a detta dell’autore — consentiranno ad un uomo di far cadere ai suoi piedi qualsiasi donna. Secondo Ovidio, il segreto della seduzione risiede essenzialmente nell’inganno e nella simulazione, concetto riassunto magistralmente nella massima: “fallite fallentes”, ossia “ingannate codeste ingannatrici”. L’autore assicura che le strategie di conquista da lui proposte siano universalmente efficaci, salvo poi dover riconoscere, alla fine dell’opera, che l’amore non è una scienza esatta ed ogni donna, per essere conquista, richiede un metodo diverso…


Con il passare dei secoli la Letteratura Erotica, anche a causa della progressiva interiorizzazione di dogmi religiosi tendenti a considerare peccaminoso il sesso inteso come puro piacere sensuale, è stata relegata ai margini conoscendo lunghi periodi di clandestinità, senza però che la vena creativa di artisti trasgressivi ed anticonformisti ne venisse frenata. E’ il caso del celeberrimo Marchese De Sade, considerato dai suoi detrattori nulla più che un pervertito ed un degenerato, e che fu vilipeso e perseguitato per i suoi scritti scabrosi. Al di là del contenuto squisitamente erotico delle sue opere, va detto che il Marchese De Sade soleva imbastire i propri romanzi come delle vere e proprie dissertazioni filosofiche e, ad esempio, “La filosofia nel boudoir”, si lascia apprezzare anche per l’acutezza e l’ironia dei dialoghi.


Meno filosofico (ma in ultima analisi neanche troppo) un altro imperdibile classico della Letteratura Erotica: “Fanny Hill: Memorie di Una Donna di Piacere”, romanzo epistolare sui generis che ripercorre le vicissitudini della giovane campagnola Fanny Hill che, in seguito alla morte dei genitori, si trasferisce a Londra, dove riceverà la sua “educazione sentimentale”. Pubblicato nel ‘700, suscitò enorme scandalo, tanto da valergli le definizioni di “prima pornografia inglese originale in prosa”, e “prima pornografia a ricorrere alla forma del romanzo”.


“Venere in Pelliccia” di Leopold von Sacher-Masoch, fu invece l’opera iniziatrice di un sottogenere erotico che deve il proprio nome all’autore. Romanzo a tratti autobiografico, è incentrato sul rapporto di sottomissione fisica e psicologica che lega il protagonista maschile, Gregor, e Wanda von Dunajew, la “Venere in Pelliccia” di cui diviene schiavo. Gregor diviene una sorta di “martire dell’estasi”, mentre Wanda incarna l’archetipo della donna castrante e dominatrice.


Romanzo assimilabile al filone erotico, pubblicato all’incirca nello stesso periodo dell’opera di Cleland, “I Gioielli Indiscreti” di Denis Diderot si distingue per l’originalità dell’idea di fondo, che lo rende tanto sensuale quanto spassoso: facendo ricorso ad elementi magici e orientaleggianti, la narrazione si incentra sulle rivelazioni dei “gioielli delle donne” (e non ci riferiamo a dei monili…) che — divenendo una sorta di “bocca della verità”, svelano impietosamente vizi e virtù delle varie classi sociali dell’epoca. Alla narrazione erotica, quindi, si accompagna la satira sociale, rendendo il romanzo di Diderot peculiare nel suo genere.


Un’idea simile, ma da un punto di vista diverso e con profondi risvolti psicologici, è stata sviluppata dallo scrittore italiano Alberto Moravia nel suo romanzo “Io e Lui”, in cui il protagonista si ritrova in conflitto con il suo sesso, convertitosi in una sorta di coscienza sdoppiata con la quale deve via via scendere a patti. Per quanto il protagonista sia convinto che le sue azioni siano ponderate e guidate dalla sua mente, alla fine si ritrova ad essere trascinato dalla volontà del suo irrazionale “alter ego” con esiti esilaranti.


Negli ultimi 30 anni, forse anche in virtù di un progressivo ampliamento di vedute nei confronti della sessualità, il Romanzo Erotico ha conosciuto un periodo di rinnovata popolarità, ed opere di successo come “Emmanuelle” di Emmanuelle Arsan, “Histoire d’O” di Pauline Réage, “Le Età di Lulù” di Almudena Grandes e “L’Amante” di Marguerite Duras, hanno conosciuto una definitiva consacrazione attraverso le rispettive trasposizioni cinematografiche.


Una sorta di “percorso inverso” ha avuto invece come protagonista il regista di film pornografici Lasse Braun, che alcuni anni fa pubblicò un mastodontico romanzo di oltre 800 pagine intitolato “Lady Caligola”. Ambientato nell’Antica Roma, sorprende per l’accurata ricostruzione del contesto storico-sociale, frutto di un notevole lavoro di ricerca.


Ciò che colpisce, nell’epoca di Internet — in cui la pornografia è onnipresente ed il concetto di stesso di sessualità viene continuamente ridefinito — è il dibattito inteso a delimitare il sottile confine che separa l’erotismo dalla pornografia. Non ci avventureremo in una dissertazione su una questione dai contorni tanto sfumati quanto complessi da poter essere affrontata in questa sede, e ci limiteremo a chiosare citando Woody Allen che, a chi gli chiedeva se il sesso fosse sporco, rispose: “Il sesso è sporco solo se è fatto bene”.

VRIL Magazine © 2020

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram