Cloud Atlas: tutto è connesso

L'Atlante delle Nuvole

L’aggettivo più adatto a definire “Cloud Atlas” di David Mitchell è: caleidoscopico.


In questo romanzo del 2004, finalista del Broker Prize, l’autore si diverte a spiazzare i lettori accompagnandoli in un viaggio meta-letterario attraverso epoche, stili narrativi e generi letterari differenti.


Nel romanzo si alternano e si concatenano 6 storie: si parte dalle vicende di Adam Ewing, notaio californiano del XIX secolo, per proseguire con le peripezie del geniale musicista Robert Frobisher nel Belgio degli anni ’30, le indagini della Giornalista Investigativa Luisa Rey a meta’ degli anni ’70, le disavventure dell’Editore Inglese Timothy Cavendish, fino agli scenari fantascientifici e postatomici in cui prendono vita Sonmi 451, artificio “servente” in un futuristico Fast-Food e Zachry, un giovane pastore del XXIV secolo.


"In questo romanzo del 2004, finalista del Broker Prize, l’autore si diverte a spiazzare i lettori accompagnandoli in un viaggio meta-letterario attraverso epoche, stili narrativi e generi letterari differenti."

Oltre che un viaggio nel tempo, “Cloud Atlas” e’ un viaggio attraverso i generi e stili letterari: si va dal Romanzo Epistolare al Diario, passando per la Detective Story e la Science Fiction.


La struttura si dipana in maniera speculare: le prime 5 storie si interrompono improvvisamente, mentre la sesta, collocata a meta’ del volume, si dipana nella sua interezza. Da lì, le storie lasciate in sospeso riprendono in ordine inverso, in un percorso a ritroso che si conclude la’ dove era iniziato.

Sullo sfondo, in un “eterno ritorno” attraverso i secoli, le contraddizioni e le passioni dell’animo umano: l’avidità, la sete di potere, il desiderio di sopraffazione ed il senso di onnipotenza delle caste dominanti, il tutto presentato da diverse prospettive.

Navighiamo attraverso mondi ed epoche diverse, ma nella visione distopica di Mitchell, la perdita di identità dei nativi di Chatam, convertiti alla “civiltà” e al “progresso”, non appare molto diversa da quella degli abitanti delle sfavillanti megalopoli del XXII secolo, rigidamente suddivisi in caste di consumatori di differente livello, in un mondo ormai ripartito in “zone di produzione” e in “zone di consumo”, il tutto sotto lo sguardo attento delle onnipotenti multinazionali e dell’ “Unanimità”.

Se ai nativi di Chatam il progresso e la religione pretendevano di conferire un’anima, per gli uomini del XXII secolo la parola "anima" richiama alla mente il microchip che veniva impiantato sottopelle ai consumatori, determinando la posizione sociale a seconda dell’ammontare di dollari in essa contenuti…

Come in un’alternanza di movimenti musicali, ogni epoca diffonde la propria melodia sperimentando nuove forme di progresso e di spiritualità, ma alla fine, rileggendo la partitura, ci si rende conto che quelle stesse melodie sono come le nuvole: cambiano forma e direzione, ma la loro essenza resta immutabile…

Ma cos’è l’ “Atlante delle Nuvole”? E qual è il filo conduttore che unisce le 6 storie?

Per non rovinare la sorpresa al lettore ci limiteremo a dire che “L’Atlante delle Nuvole” è il titolo di una partitura musicale composta da Robert Frobisher, uno dei 6 protagonisti: un componimento per 6 strumenti e le cui armonie si intrecciano e si sovrappongono, dando origine ad una melodia ammaliante e misteriosa…

In conclusione: un grande romanzo, che ha consacrato David Mitchell, ex enfant prodige della Narrativa Inglese, fra i grandi autori contemporanei.

VRIL Magazine © 2020

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